Giorgio Assenza per l’abolizione del voto segreto

“Dalla norma dello Statuto albertino del 1848 che lo introduceva in difesa dell’autonomia dei parlamentari per l’esitazione finale del ddl a oggi, l’istituzione del voto segreto nei consessi politici ha subito una involuzione alla tirata delle somme antidemocratica e quasi esclusivamente votata alla destabilizzazione de facto in aula della maggioranza di turno” lo dice Giorgio Assenza, auspicando che la seduta della commissione per il Regolamento (in corso mentre si scrive) possa “una volta per tutte abolirlo o fortemente ridimensionarlo, visto che uno dei padri della Costituzione italiana, Umberto Terracini, pensava al suo utilizzo soltanto in casi di straordinassima importanza”.

“Il voto segreto, che in queste ultime giornate grave nocumento ha arrecato ai lavori parlamentari in Ars, costituendo di fatto una maggioranza estemporanea e, quindi, tradendo il concetto morale che lo aveva ispirato – riprende il presidente dei deputati Questori – è già stato abolito in nove regioni italiane (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto), è stato escluso nelle sessioni bilancio della Liguria ed è in discussione in Lombardia a seguito di una proposta dei 5stelle che vogliono cassarlo tout court”.

“Ma non soltanto i pentastellati, fra le formazioni oggi all’opposizione in Sicilia, sono per la sua abolizione. Un autorevole esponente della Sinistra, il più volte deputato regionale Pino Apprendi, ha dichiarato che occorre impedire quello che è un rifugio, una pratica che non ha nulla di democratico a meno che non si voti su persone o temi etici; tutto il resto è tattica politica di gente che non sa assumere le proprie responsabilità”.

“Questo istituto a pratica ormai inflazionaria – conclude Assenza – va abolito per e con una presa di coscienza generale che renderà anche più snelli i lavori d’Aula nelle sue riforme strutturali, garantendo un futuro maggiormente efficiente a chi lavora per la Sicilia”.

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