A difesa e garanzia del consumatore e del produttore un ddl di Assenza per l’utilizzo del blockchain nel commercio di prodotti agricoli, pescato e industria della trasformazione siciliani

Cos’è il blockchain? Quali le sue valenze nel campo del commercio dei prodotti alimentari della terra e del mare? Ce lo spiega Giorgio Assenza il quale, con il prezioso ausilio del tirocinante curriculare Marco Guarna, studente della Luiss Guido Carli, ha preparato e depositato in Ars un ddl che, se approvato in Aula, sancirà la formazione di questo importante strumento in Sicilia.
“Innanzitutto, sarà un congegno politico-amministrativo che, garantendo la tracciabilità dei prodotti alimentari, si ergerà a tutela dei consumatori così come dei produttori e dell’intera filiera – dice il presidente dei Questori – Il trucco, chiamiamolo così, è semplicissimo: un registro contabile distribuito che sarà quindi identico e allo stesso modo aggiornato per i comparti vivi della nostra economia, dall’agroalimentare (vino e agrumi in testa) a quello ittico: siamo la prima regione italiana del settore e abbiamo i due più importanti porti per pescherecci a Mazara e a Pozzallo i quali potranno usare il registro per un basilare input al processo di trasparenza e tracciabilità del prodotto”.
“Identico è discorso per il settore agricolo, in particolare per quello dell’uva da tavola e del vino che, dal Trapanese fino al Ragusano, dà lavoro a oltre 400.000 persone e per l’agrumicolo il quale rimane a tutt’oggi il maggiore a livello nazionale e di grande peso nel panorama europeo. Questa tecnologia, finora utilizzata soltanto nel campo delle transizioni finanziarie – conclude Assenza – sarà in grado di rivoluzionare praticamente ogni settore poiché garantirà comunque autenticità delle certificazioni, rapidità di circolazione delle informazioni e trasparenza al massimo sulla provenienza del prodotto, condicio sine qua non per la serenità del consumatore e per la difesa del made in Italy e del bene di consumo siciliano”.

La giunta regionale, acquisito il parere di esperti e della commissione competente, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge dovrà adottare un decreto che, in particolare, definisca i requisiti e i presupposti tecnici a garanzia della sicurezza, le modalità di accesso e di fruizione del servizio fino all’affidamento della realizzazione e della gestione della piattaforma tecnologica, nel rispetto dei contratti pubblici. La Regione, inoltre, a fronte di una spesa d’abbrivio di 600.000 euro, promuoverà la conoscenza della piattaforma stessa finalizzata all’adesione degli attori (produttori, trasformatori del prodotto, ecc.) per mezzo di specifiche attività che andranno dall’informazione alla sensibilizzazione della platea potenzialmente interessata al funzionamento a pieno regime di questa “macchina” virtuosa tesa alla salvaguardia del prodotto, del consumatore e del mercato isolano.

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